SUCCO DI BERGAMOTTO NELLA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Tra le varie sostanze ad azioni antiossidanti che vengono utilizzate attualmente per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e metaboliche, trova sicuramente posto il Bergamotto (Citrus Bergamia).

E’ l’agrume per eccellenza prodotto nella fascia Jonica Reggina della Calabria, lunga circa 100 km che va da Villa San Giovanni fino a Monasterace, meglio conosciuta come area D.O.P. per l’essenza del Bergamotto; il succo contiene un elevata concentrazione di Bioflavonoidi, i quali possiedono proprietà antiossidanti, antiinfiammatorie e vasoprotettive.

A queste attività svolte dal succo di Bergamotto, vanno aggiunte anche un’azione ipolipemizzante (riduce i lipidi/grassi) e ipoglicemizzante (riduce la glicemia).

In particolare il succo di Bergamotto contiene circa 350 Polifenoli (Bioflavonoidi) alcuni di questi come la Esperidina e Naringina inibiscono la sintesi del colesterolo. In riferimento alla interazione tra Succo di Bergamotto e assetto lipidico, è il caso di precisare che, i due Polifenoli sopracitati, contenuti nel succo di questo nobile agrume calabrese, in virtù di una struttura simile al substrato dell’enzima HMG-CoA Reduttasi Epatica (Enzima battistrada per la sintesi del colesterolo) sono in grado di inibirlo comportandosi come delle vere e proprie statine naturali (effetto “statin-like”). Ne deriva che, il Succo di Bergamotto riduce i livelli di colesterolo totale nel sangue; in altri termini, i polifenoli del Bergamotto agiscono come veri e propri inibitori diretti dell’ HMG-CoA Reduttasi analogamente a quanto effettuato dalle statine (farmaci inibitori della sintesi del colesterolo). Tali affermazioni sono il frutto di importanti ricerche effettuate presso il Dipartimento di Chimica dell’Università della Calabria (CS) diretta dal prof. Giovanni Sindona.

Oltre all’effetto sul colesterolo, il succo di Bergamotto in alcuni studi in vitro ha dimostrato la capacità di inibire anche la sintesi epatica dei trigliceridi attraverso l’effetto inibitorio di un enzima (ACAT – acil-CoA-Colesterolo aciltransferasi) che provvede all’assemblamento delle lipoproteine e della PAP (la fosfatidico-fosfoidrolasi) enzima chiave per la sintesi epatica dei trigliceridi.

Un’altra importante proprietà del succo di Bergamotto è la sua attività ipoglicemizzante. In particolare, i polifenoli in esso contenuti sono in grado di incrementare l’attività

dell’enzima AMP-chinasi (AMPK) ciò, si traduce in un miglioramento della sensibilità all’insulina e della tolleranza glicidica aumentando l’uptake (introduzione ) di glucosio nel muscolo e a livello epatico. A tal proposito va sottolineato che l’AMPK è un regolatore importante del metabolismo del glucosio e degli acidi grassi in tutti i tessuti dell’organismo e rappresenta un target importante per l’azione della Metformina, farmaco noto per la sua attività antidiabetica.

Sul fronte dell’azione vasoprotettiva, i bioflavonoidi contenuti nel succo di bergamotto si dimostrano particolarmente efficaci nell’incrementare l’attività antiossidante endogena neutralizzando gli effetti tossici dei radicali liberi dell’ossigeno nella parete vasale. A fronte di ciò, ne discende che il succo di bergamotto migliora la produzione endoteliale di ossido nitrico e svolge anche una efficacie attività antinfiammatoria.

 

Intervista Prof Montemurro, 6 dicembre 2016 

 

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